Gianluca Lucchese

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Esempio di verbale collaudo distributore carburanti​ e Guida alla Scrittura

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Il verbale di collaudo di un distributore carburanti documenta le verifiche effettuate per accertare la conformità dell’impianto ai requisiti tecnici, normativi e di sicurezza applicabili. La guida illustra come redigere il verbale in modo chiaro e completo, riportando i controlli eseguiti, gli esiti delle prove, eventuali non conformità e le firme dei soggetti coinvolti.

Come scrivere un verbale collaudo distributore carburanti​

Un verbale di collaudo di un distributore carburanti deve documentare in modo completo l’identità dell’impianto, le verifiche eseguite, i risultati ottenuti e l’eventuale esito positivo o negativo del collaudo. Il contenuto può variare in base alla finalità del documento: messa in servizio, verifica tecnica dell’impianto, controllo metrologico dell’erogatore, modifiche o sostituzioni, riapertura dopo lavori oppure verifica ai fini della sicurezza antincendio. Per questo motivo il verbale dovrebbe richiamare espressamente le norme, le autorizzazioni e le procedure applicabili al caso concreto.

Devono essere indicati il luogo e la data del collaudo, l’indirizzo dell’impianto, la denominazione del gestore o del titolare, i dati del proprietario e, quando necessario, il numero dell’autorizzazione comunale, del titolo abilitativo, della pratica antincendio o della segnalazione certificata presentata. È opportuno riportare anche i dati catastali o altri elementi utili a identificare senza ambiguità l’area interessata, soprattutto quando nello stesso sito sono presenti più impianti, isole di rifornimento o serbatoi.

Il verbale deve identificare con precisione il distributore sottoposto a collaudo. Devono quindi essere riportati il fabbricante, il modello, il numero di matricola, l’anno di costruzione, il numero delle colonne o dei moduli, il numero degli erogatori, i prodotti distribuiti, come benzina, gasolio, GPL, metano o altri carburanti, e il numero di pistole o tubazioni presenti. Per ciascun gruppo di misura è utile indicare il lato di erogazione, il prodotto associato, la portata nominale o l’intervallo di funzionamento, l’eventuale sistema di recupero vapori e gli identificativi riportati sulle targhe o sulle etichette del costruttore.

Quando il distributore è soggetto alla disciplina metrologica, il verbale deve contenere i dati della verifica dello strumento di misura. Occorre indicare il tipo di strumento, l’eventuale attestazione di conformità o approvazione del modello, i dati della marcatura metrologica, il numero di serie dei singoli misuratori, il campo di misura, la quantità minima misurabile, l’unità di misura utilizzata, il prezzo unitario visualizzato e le informazioni riportate sugli indicatori di volume e di importo. Devono essere registrati anche i dati relativi ai totalizzatori, ai contatori interni, ai dispositivi di conversione, alle schede elettroniche e agli eventuali sistemi di gestione collegati.

Il verbale deve descrivere gli strumenti campione e le apparecchiature utilizzate durante il collaudo. Per ogni campione o apparecchio occorre riportare almeno il costruttore, il modello, il numero di matricola, la capacità o il campo di misura, la classe di accuratezza e gli estremi del certificato di taratura o di riferibilità metrologica. Deve risultare che gli strumenti utilizzati erano idonei, in corso di validità e adeguati al prodotto esaminato. Nel caso di carburanti diversi, è importante specificare quale campione è stato usato per ciascun prodotto e per quale quantità nominale.

La parte centrale del verbale deve illustrare le prove eseguite. Per ogni pistola o posizione di rifornimento devono essere indicati il prodotto verificato, la quantità impostata o erogata, il numero delle ripetizioni, il volume rilevato dal campione, il volume indicato dal distributore, l’eventuale differenza riscontrata e l’errore percentuale o assoluto calcolato. Le prove dovrebbero essere effettuate, quando previsto, a diverse condizioni di portata, comprendendo la portata normale di esercizio e, se necessario, le condizioni minima e massima. Devono essere specificati anche il livello del serbatoio campione, la temperatura del prodotto, le condizioni ambientali e ogni fattore che possa influenzare il risultato.

Per ogni misurazione il verbale deve riportare chiaramente il limite di errore applicabile e il giudizio di conformità. Non è sufficiente indicare genericamente che la prova è stata superata: è preferibile riportare i valori misurati e precisare se rientrano nelle tolleranze previste dalla normativa, dall’approvazione del modello o dalle istruzioni del fabbricante. Qualora siano state effettuate regolazioni, azzeramenti, sostituzioni di componenti o interventi sui sistemi elettronici, devono essere indicati il tipo di intervento, il soggetto che lo ha eseguito e le nuove prove effettuate dopo l’intervento.

Devono essere controllati il corretto funzionamento dei visualizzatori di volume, prezzo unitario e importo totale, la corrispondenza tra il prodotto selezionato e quello effettivamente erogato, il corretto azzeramento prima dell’erogazione, il blocco dell’erogazione in caso di anomalia e la leggibilità delle indicazioni. È necessario verificare anche che non siano possibili erogazioni senza una corretta attivazione della pistola o senza l’azzeramento dei dati precedenti, quando tali funzioni sono previste dal sistema.

Il verbale dovrebbe attestare le verifiche sui dispositivi di sicurezza. Devono essere esaminati il pulsante o dispositivo di arresto di emergenza, il blocco delle pompe, l’interruzione dell’alimentazione elettrica, i sistemi contro l’avviamento accidentale, i dispositivi di protezione contro il sovrariempimento, le valvole di sicurezza, i sistemi di rilevazione delle perdite e gli eventuali dispositivi di recupero dei vapori. Occorre indicare come è stata eseguita ciascuna prova e quale comportamento ha assunto l’impianto. Se il distributore è installato in area classificata, il verbale dovrebbe richiamare anche la conformità dei componenti alle prescrizioni ATEX applicabili, la corretta installazione delle apparecchiature elettriche e l’integrità delle protezioni.

Devono essere controllati, per quanto rientra nell’oggetto del collaudo, l’impianto di messa a terra, i collegamenti equipotenziali, i cavi, i quadri elettrici, le protezioni differenziali, i sistemi di illuminazione e le condizioni dei componenti esposti agli agenti atmosferici o al rischio di presenza di vapori infiammabili. Il verbale dovrebbe riportare gli esiti delle misure elettriche, come la continuità dei conduttori di protezione, la resistenza di terra o l’efficienza dei dispositivi differenziali, indicando gli strumenti utilizzati e i relativi risultati, quando tali verifiche fanno parte dell’incarico.

È utile descrivere anche lo stato delle tubazioni, delle connessioni, dei raccordi, delle pistole, delle manichette, dei giunti di rottura, delle pompe e dei sistemi di contenimento. Devono essere riportate eventuali perdite, trasudamenti, danneggiamenti, corrosioni, deformazioni o anomalie. Se sono state eseguite prove di tenuta su tubazioni o serbatoi, il verbale deve specificare il metodo utilizzato, la durata della prova, la pressione o le condizioni di esercizio, il risultato e i criteri di accettazione. Le verifiche ambientali e quelle relative a serbatoi interrati possono richiedere documentazione separata, ma il verbale dovrebbe richiamarla e allegarla quando è necessaria per dimostrare la regolarità complessiva dell’impianto.

Devono essere verificati anche gli aspetti antincendio pertinenti, come la presenza e l’accessibilità degli estintori, la segnaletica di sicurezza, i cartelli di divieto di fumare e di usare fiamme libere, le distanze di sicurezza, la viabilità interna, l’accessibilità ai dispositivi di emergenza, la presenza di idonei sistemi di protezione e la conformità delle installazioni alle prescrizioni del progetto antincendio approvato o della documentazione presentata ai Vigili del Fuoco. Qualora il collaudo riguardi esclusivamente il misuratore, tali elementi possono essere indicati come controlli esclusi dall’incarico, evitando di far sembrare che siano stati verificati aspetti non effettivamente esaminati.

Il verbale deve indicare i documenti esaminati, quali dichiarazioni di conformità, manuali d’uso e manutenzione, schemi elettrici e funzionali, certificati dei serbatoi e delle tubazioni, certificati di taratura, documentazione metrologica, dichiarazioni del costruttore, certificazioni dei componenti, pratiche antincendio, rapporti di manutenzione e precedenti verbali di verifica. Per ogni documento è opportuno riportare almeno il tipo, il numero, la data, il soggetto che lo ha emesso e l’eventuale periodo di validità.

La conclusione deve riportare un giudizio esplicito. Il distributore può essere dichiarato conforme e idoneo all’esercizio, conforme con prescrizioni, non conforme oppure non collaudabile. Se sono presenti anomalie, il verbale deve descriverle con precisione, indicare la loro gravità, specificare le operazioni necessarie per eliminarle e stabilire, quando possibile, un termine per la regolarizzazione o la ripetizione delle prove. Deve essere chiarito se l’impianto può continuare a funzionare, se alcune pistole o prodotti devono essere messi fuori servizio o se è necessaria la sospensione totale dell’esercizio.

Devono essere indicate eventuali sigillature, piombature o altri contrassegni applicati sui dispositivi metrologici. Per ciascun sigillo è opportuno riportare la posizione, il numero identificativo, il soggetto che lo ha applicato e la finalità, distinguendo i sigilli dell’organismo verificatore da quelli del fabbricante o del manutentore. Ogni rimozione o alterazione successiva dovrebbe risultare soggetta alle procedure previste dalla disciplina applicabile.

Al verbale dovrebbero essere allegati i risultati delle prove, le tabelle delle misurazioni, le fotografie del distributore e delle targhe identificative, gli schemi o i disegni utili, le copie dei certificati di taratura, le dichiarazioni di conformità, i rapporti di manutenzione e ogni documento richiamato nel testo. Le fotografie sono particolarmente utili per dimostrare lo stato dei sigilli, dei display, delle targhe, dei dispositivi di emergenza e degli eventuali difetti riscontrati.

Infine, il verbale deve riportare i dati e le qualifiche delle persone presenti e dei soggetti che hanno eseguito il collaudo, specificando il responsabile tecnico, l’organismo o l’impresa incaricata, il gestore o rappresentante del titolare e, se presente, il personale dell’autorità competente. Deve essere datato, firmato in ogni pagina o secondo modalità equivalenti, e deve contenere la dichiarazione che le verifiche sono state eseguite secondo le norme e le procedure richiamate. La firma del gestore attesta normalmente la presenza e la presa visione del verbale, ma non necessariamente l’accettazione tecnica delle conclusioni, aspetto che può essere precisato nel documento.

Esempio verbale collaudo distributore carburanti​

VERBALE DI COLLAUDO TECNICO-FUNZIONALE DEL DISTRIBUTORE DI CARBURANTI

Impianto sito in: [indirizzo completo]
Comune: [●]
Provincia: [●]
Gestore/Titolare: [denominazione o nome e cognome]
Codice fiscale/P. IVA: [●]
Autorizzazione dell’impianto n.: [●] del [●]
Pratica edilizia/SUAP n.: [●]
CPI/SCIA antincendio n.: [●]
Data del sopralluogo: [●]

1. Costituzione della commissione o dei soggetti intervenuti

L’anno [●], il giorno [●] del mese di [●], alle ore [●], presso l’impianto di distribuzione carburanti sopra indicato, si sono riuniti:

  • [nome, cognome, qualifica e organismo di appartenenza];
  • [nome, cognome, qualifica e organismo di appartenenza];
  • [nome, cognome, qualifica e organismo di appartenenza];
  • [nome, cognome, qualifica del titolare, gestore o rappresentante dell’impresa];

    per procedere al collaudo tecnico-funzionale del distributore di carburanti installato presso l’impianto.

    2. Identificazione dell’apparecchiatura

    Il distributore oggetto del collaudo è identificato come segue:

  • Costruttore: [●];
  • Marca e modello: [●];
  • Numero di matricola: [●];
  • Anno di fabbricazione: [●];
  • Numero di pistole: [●];
  • Numero di prodotti erogati: [●];
  • Prodotti erogati: [benzina/gasolio/GPL/metano/altro];
  • Numero di gruppi di misura: [●];
  • Portata nominale: [●];
  • Alimentazione elettrica: [●];
  • Serbatoi collegati: [●];
  • Tubazioni di collegamento: [●];
  • Sistema di gestione e controllo: [●].

    3. Documentazione acquisita

    Ai fini del collaudo sono stati esaminati i seguenti documenti:

    1. dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico;
    2. dichiarazione di corretta installazione del distributore;
    3. dichiarazione di conformità o documentazione del costruttore;
    4. manuale d’uso e manutenzione;
    5. schede tecniche dell’apparecchiatura;
    6. certificati o documentazione relativi ai gruppi di misura;
    7. documentazione relativa ai serbatoi e alle tubazioni;
    8. elaborati grafici dell’impianto;
    9. documentazione relativa alla prevenzione incendi;
    10. documentazione relativa alla messa a terra e alla protezione contro le scariche atmosferiche, ove prevista;
    11. certificazioni dei componenti installati in atmosfere potenzialmente esplosive;
    12. registro delle verifiche e della manutenzione;
    13. ogni ulteriore documento richiesto dagli enti competenti.

      4. Verifiche eseguite

      Durante il sopralluogo sono state eseguite le seguenti verifiche:

      4.1 Verifica generale

      È stata verificata la corrispondenza dell’impianto agli elaborati approvati, alla documentazione tecnica e alle autorizzazioni disponibili.

      È stata verificata la corretta installazione del distributore, la stabilità dell’apparecchiatura, l’accessibilità ai dispositivi di comando e la presenza della segnaletica prevista.

      4.2 Verifica delle tubazioni e dei collegamenti

      Sono stati verificati:

  • il corretto collegamento tra distributore e serbatoi;
  • l’integrità apparente delle tubazioni;
  • l’assenza di perdite durante le prove eseguite;
  • il corretto funzionamento delle valvole e dei dispositivi di intercettazione;
  • la presenza dei dispositivi di sicurezza previsti;
  • l’adeguata protezione meccanica delle tubazioni e dei collegamenti.

    4.3 Verifica elettrica

    Sono stati verificati:

  • il quadro elettrico di alimentazione;
  • i dispositivi di protezione;
  • la continuità dei conduttori di protezione;
  • il collegamento all’impianto di terra;
  • il corretto funzionamento dei dispositivi di comando;
  • l’idoneità dei componenti installati nelle zone classificate;
  • l’assenza di anomalie o condizioni di pericolo visibili.

    4.4 Verifica dei dispositivi di sicurezza

    Sono stati verificati:

  • il pulsante o dispositivo di arresto di emergenza;
  • l’interruzione dell’erogazione in caso di emergenza;
  • il funzionamento dei dispositivi di blocco;
  • la presenza e l’accessibilità degli estintori e degli altri presidi antincendio;
  • la segnaletica di divieto e di sicurezza;
  • i dispositivi contro l’erogazione accidentale;
  • i sistemi di prevenzione del sovrariempimento, ove presenti;
  • i sistemi di rilevazione delle perdite, ove presenti.

    4.5 Prove di erogazione

    Sono state eseguite prove di erogazione per ciascun prodotto e per ciascun gruppo di misura, con il seguente esito:

    | Posizione | Prodotto | Pistola n. | Prova eseguita | Esito |
    |—|—|—:|—|—|
    | [●] | [●] | [●] | [●] | [regolare/non regolare] |
    | [●] | [●] | [●] | [●] | [regolare/non regolare] |
    | [●] | [●] | [●] | [●] | [regolare/non regolare] |

    Durante le prove sono stati verificati:

  • l’avvio e l’arresto dell’erogazione;
  • la corretta indicazione dei quantitativi erogati;
  • la corretta indicazione dell’importo;
  • il funzionamento dei totalizzatori;
  • il funzionamento dei display;
  • il funzionamento dei dispositivi di preselezione;
  • l’assenza di perdite;
  • il regolare funzionamento delle pistole e dei flessibili;
  • il corretto riposizionamento delle pistole;
  • l’interruzione automatica dell’erogazione.

    4.6 Verifica metrologica

    Per i gruppi di misura sono stati acquisiti e verificati i seguenti dati:

    | Gruppo di misura | Prodotto | Matricola | Portata | Esito della verifica | Sigilli |
    |—|—|—|—:|—|—|
    | [●] | [●] | [●] | [●] | [regolare/non regolare] | [integri/non integri] |
    | [●] | [●] | [●] | [●] | [regolare/non regolare] | [integri/non integri] |

    Le verifiche sono state eseguite mediante [strumentazione utilizzata], avente matricola [●], con certificato di taratura n. [●] del [●].

    5. Esito del collaudo

    A seguito delle verifiche e delle prove eseguite, il distributore di carburanti:

    [ ] È risultato conforme e idoneo al funzionamento.

    [ ] È risultato conforme con le seguenti prescrizioni:

    1. [●];
    2. [●];
    3. [●].

      Le prescrizioni dovranno essere adempiute entro il [●], con trasmissione della relativa documentazione a [ente o soggetto competente].

      [ ] Non è risultato idoneo al funzionamento per i seguenti motivi:

    4. [●];
    5. [●];
    6. [●].

      L’utilizzo del distributore è pertanto [consentito/non consentito] fino all’eliminazione delle anomalie rilevate e all’esecuzione di un nuovo collaudo o di una verifica di conformità.

      6. Dichiarazione finale

      I sottoscritti dichiarano che le verifiche sopra riportate sono state eseguite sulla base della documentazione disponibile e delle condizioni riscontrate alla data del sopralluogo.

      Il titolare dell’impianto si impegna a:

  • mantenere l’impianto nelle condizioni di sicurezza accertate;
  • eseguire la manutenzione secondo le istruzioni del costruttore;
  • effettuare le verifiche periodiche previste;
  • conservare presso l’impianto la documentazione tecnica e di sicurezza;
  • non apportare modifiche senza le necessarie autorizzazioni e verifiche;
  • segnalare tempestivamente eventuali guasti, perdite o anomalie;
  • mantenere efficienti i dispositivi di emergenza e antincendio.

    Il presente verbale è redatto in n. [●] originali, composto da n. [●] pagine e n. [●] allegati, che ne costituiscono parte integrante.

    Luogo e data: [●]

    7. Sottoscrizioni

    Il titolare o gestore dell’impianto
    Nome e cognome: [●]
    Firma: __

    Il tecnico incaricato
    Nome e cognome: [●]
    Qualifica: [●]
    Ordine/Albo n.: [●]
    Firma: __

    Il rappresentante dell’impresa installatrice
    Denominazione: [●]
    Nome e cognome: [●]
    Firma: __

    Il rappresentante dell’ente o organismo intervenuto
    Nome e cognome: [●]
    Qualifica: [●]
    Firma: __

    8. Allegati

    1. planimetria dell’impianto;
    2. scheda tecnica del distributore;
    3. dichiarazione di conformità;
    4. certificati dei gruppi di misura;
    5. verbali delle prove di erogazione;
    6. certificato di taratura della strumentazione;
    7. documentazione elettrica;
    8. documentazione antincendio;
    9. documentazione relativa ai serbatoi e alle tubazioni;
    10. fotografie dell’impianto;
    11. registro delle anomalie e delle prescrizioni;
    12. ulteriore documentazione: [●].

      —

      VERBALE GENERICO DI COLLAUDO DEL DISTRIBUTORE DI CARBURANTI

      Impianto: [denominazione]
      Ubicazione: [indirizzo]
      Titolare/Gestore: [●]
      Data del collaudo: [●]

      L’anno [●], il giorno [●] del mese di [●], presso l’impianto di distribuzione carburanti sito in [indirizzo], il sottoscritto [nome, cognome e qualifica], alla presenza di [eventuali ulteriori soggetti], ha proceduto al collaudo del distributore identificato come segue:

  • Marca: [●];
  • Modello: [●];
  • Matricola: [●];
  • Prodotti erogati: [●];
  • Numero di pistole: [●];
  • Numero di gruppi di misura: [●].

    Sono state effettuate le verifiche relative a:

  • corretta installazione dell’apparecchiatura;
  • integrità del distributore e dei relativi componenti;
  • collegamenti elettrici e di messa a terra;
  • tubazioni, raccordi e dispositivi di intercettazione;
  • funzionamento delle pistole e dei flessibili;
  • funzionamento dei display e dei totalizzatori;
  • regolarità dell’erogazione;
  • arresto automatico dell’erogazione;
  • funzionamento del dispositivo di emergenza;
  • assenza di perdite o anomalie visibili;
  • presenza della segnaletica e dei presidi di sicurezza;
  • disponibilità della documentazione tecnica e delle certificazioni richieste.

    Le prove eseguite hanno dato il seguente risultato:

    [ ] Positivo. Il distributore è dichiarato collaudato e idoneo al funzionamento.

    [ ] Positivo con prescrizioni:

    [descrizione delle prescrizioni]

    [ ] Negativo. Il distributore non è dichiarato idoneo al funzionamento per i seguenti motivi:

    [descrizione delle anomalie]

    Il titolare o gestore dell’impianto dichiara di aver ricevuto copia del presente verbale e si impegna a garantire la manutenzione, la sicurezza e la corretta gestione del distributore, nonché a provvedere all’eliminazione delle eventuali anomalie rilevate.

    Il presente verbale è redatto in n. [●] copie.

    Luogo e data: [●]

    Il titolare o gestore
    Nome e cognome: [●]
    Firma: __

    Il tecnico incaricato del collaudo
    Nome e cognome: [●]
    Qualifica: [●]
    Firma: __

    Il rappresentante dell’impresa installatrice
    Nome e cognome: [●]
    Firma: __

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